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Il Gazzettino di Venezia, 25 gennaio 2001

In una scena semicircolare dai toni pastello, sottolineata da un fondale boschivo e punteggiata dalle sonorità fredde di un clavicembalo, Gioele Dix offre un'interpretazione esuberante di Diderot, sorpreso a dibattersi tra sensi e filosofia, tra determinismo e libero arbitrio, travolto da un "eterno femminino" esplicato dalla presenza vivace di quattro donne: la moglie, la figlia, l'amica della figlia e soiprattutto l'amante subdola. A quest'ultima Ottavia Piccolo regala una personalità granitica, simulacro di seduzione e di intelligenza volte al male, capace di mettere in ambasce qualsiasi uomo. Applausi per uno spettacolo davvero di gran classe.



Il Giornale di Vicenza, 11 febbraio 2001

La regia di Fantoni, abile e duttile, conduce lo spettacolo su ritmi decisamente sostenuti. Ciò che più colpisce nell'allestimento è il prezioso equilibrio che sottende le diverse componenti della complessa azione scenica, che trova in Gioele Dix e Ottavia Piccolo due splendidi protagonisti. Se infatti Gioele Dix regala al personaggio del grande filosofo francese (Diderot) le intonazioni argute e sottilmente malandrine di un raffinato uomo di cultura, che si muove con eguale disinvoltura sia nell'Olimpo del linguaggio più elegante e raffinato sia in quello di una sensibilità sulfurea ed estrema; Ottavia Piccolo infonde a Madame Therbouche tutta la dirompente vitalità ed energia d'una creatura tanto conturbante e provocante quanto divertente e truffaldina. Spettacolo equilibrato, elegante, di notevole misura.



L'Arena di Verona, 11 febbraio 2001

Gioele Dix è Diderot, scelta che non poteva essere migliore: l'attore, dalla parlantina sciolta, è un perfetto filosofo che infonde nel personaggio forza, fantasia, "malandrineria" e generosità di espressione. Una mariuola di classe, candida e seducente, intelligente e furba, Ottavia Piccolo, nei panni della nobildonna francese.



La Nazione, 7 gennaio 2001

Il risultato è una commedia leggera e delicata, lieve e profonda, ricca di ironia e di humor, dove spiccano l'esuberanza e la fantasia di Gioele Dix, perfettamente a suo agio nella parte e la raffinata seduzione di Ottavia Piccolo. La coppia rende con eleganza il testo di Schmitt.



Maria Grazia Gregori, L'Unità

Protagonisti una fulgente, trascinante, duttile Ottavia Piccolo che è una Madame Therbouche insinuante e un sorprendente Gioele Dix che dà al suo Diderot una forte corporeità, una sottile introspezione da simpatica canaglia, da uomo, per una volta, trasformato in oggetto del desidero e non in soggetto desiderante.




Luca Doninelli, Avvenire, 6 maggio 2001

Per fortuna c'è Gioele Dix, nato comico ma di natura attore e di grande talento. E' lui a raddrizzare il Diderot stortignaccolo di Schmitt, dandogli sempre ragione e facendolo vincere anche quando è sconfitto. Ma Dix può andare ben oltre le farse, e attingere a piene mani dal repertorio drammaturgico, Shakespeare incluso.



Ugo Ronfani, Il Giorno, 9 maggio 2001

Dix, del voluttuoso filosofo, fa un ritratto da antologia, mettendoci ironia, cinismo mascolino e virtù filosofiche.



Magda Poli, Corriere della Sera, 12 maggio 2001

Una maliziosa, brava, Ottavia Piccolo, sedicente "pittrice" e il filosofo libertino Diderot, l'ottimo, brillante, pungente e sarcastico Gioele Dix. Una commedia divertente ben sorretta dalla elegante e vivace regia di Sergio Fantoni e dalla bella interpretazione di tutti gli attori.






 


 

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