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• La Repubblica, 14 dicembre 2002
Una divertente ma anche stimolante
lettura trasversale dei libri dell'Antico Testamento
che un attore bravo e versatile come Gioele Dix compie
con intelligenza. Il risultato è gradevole anche
perchè Dix sa disseminare il suo racconto con
altri racconti, divagazioni, confessioni, che fanno
amare la Bibbia anche a chi non sa capirla.
• Franco Quadri, La Repubblica 28 novembre 2003
E' anche un cantastorie di stile
l'eclettico Gioele Dix...La serata è ricca di
invenzioni e di divertimento per la chiarezza e lo humor
con cui Dix, sostenuto dalle musiche dal vivo di Cesare
Picco, tratta gli argomenti alti, prendendoli dal lato
dell'aneddoto e attualizzandoli, mentre cerca la battuta
senza cancellare il problema di fondo che tocca proprio
l'esistenza di questo Dio, guardato come un nonno un
po' bisbetico, che non esita a intervenire di persona
nei fatti del suo popolo e a dare ordini specifici ai
suoi fidi, e quindi è più facile rispondergli,
rispetto alla sua secolare chiusura successiva e attuale
in un silenzio assente. Un successone a livello dell'intelligenza
della serata.
• Emilia Costantini, Corriere della Sera, aprile
2005
Solo un attore ben strutturato
come Gioele Dix, nelle sue coloriture recitative che
sbandano dalle tinte comiche a quelle drammatiche, passando
per sfumature ironiche e malinconiche, riesce a tenere
il pubblico inchiodato per quasi due ore, proponendo
uno spettacolo-non-spettacolo. Solo un attore solido
come lui, nella sua capacità di entrare dentro
i meccanismi drammaturgici per tessere un'originale
scrittura scenica, può divertire e commuovere
la platea con un testo-non-testo, un'azione-non-azione
teatrale, tramutando la fisiologica staticità
di un monologo nella dinamicità di un gioco di
scatole cinesi. Insomma il libro dei libri, nell'affabulazione
scanzonata e poetica, diventa un puzzle da scomporre
e ricomporre in un'atletica maratona di parole, che
dilettano e consolano.
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