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Ugo Volli, La Repubblica, luglio 2000
“E’ questa la Genesi
secondo Altan: uno spettacolo tragicomico che nei momenti
migliori fa pensare al pessimismo di Kantor e ai suoi
inetti fantasmi. I due personaggi principali sono un
bravissimo, autoritario, demoniaco Gioele Dix e uno
svagato creativo, timido, inetto Bustric. Tutt’intorno,
attivissima, la compagnia dell’Archivolto, che
canta, balla e si lancia a mitraglia battute sarcastiche”.
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Osvaldo Guerrieri, La Stampa, 21 luglio
2000
Un varietà, un'esplosione
di bengala che ricade su un'umanità protetta
dall'ombrello della par condicio (ma l'Essere Supremo
ha un ombrello molto più grande degli altri).
Qui l'Essere Supremo incarnato da Gioele Dix libera
il proprio despotismo gelido e sarcastico, massacra
il povero Tristano, che ha l'aspetto mite e imbranato
di Bustric, impagabile nei giochi di magia e di prestigio.
Una serata elettrica per un pubblico elettrizzato.
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Giuliana Manganelli, Il Secolo XIX, 22
luglio 2000
Per dirci tutte queste scomode
verità, meglio per reggerci davanti uno specchio
impietoso, l'autore Altan e il Teatro dell'Archivolto
ci fanno passare un'ora e venti compatta come una grandinata,
ridendo acido dall'inizio alla fine. La tragedia umana
fa ridere, a tratti sganassare. Perfetto nel ruolo di
manager mafioso, Dix: nerovestito, imbiondito come un
Lucifero hollywoodiano, cornini sulla fronte e cravattino
a stringa da boss texano, dirige la sua "discarica"
appoggiandosi a un elegante bastone e commentando amaro
come un James Cagney da hard-boiled americano.
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