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• Osvaldo Guerrieri, La Stampa 13
febbraio 2005
"Edipo.com" arriva
al nocciolo ideologico dopo un viaggio teatrale di molteplici
registri. Alle parole di Sofocle si mescolano le osservazioni
dei due autori, qualche divagazione da cabaret, le attualizzazioni
di alcuni personaggi, la rappresentazione visibile del
potere, le stoccate a Freud. Il percorso è spesso
divertente. La regia lo anima con minuscoli scampoli
di terapia, buffi squarci clinici, garbate controscene
e,soprattutto, un concertato in crescendo che trova
la massima tensione nella scena del processo pubblico.
Gioele Dix, smagliante, affronta il suo personaggio
con adesione assoluta. Alleggerisce, carica, perora
con buonissima capacità di mezzi e sa portare
dentro la propria sfera "naturalmente", la
simpatica infermiera di Luisa Massidda. Molti applausi.
• Franco Quadri, La Repubblica 23 febbraio 2004
Così questa rilettura di Edipo, oltre ad informare
un pubblico abbastanza sorpreso, riesce a dare anche
un lieto fine alla tragedia, dopo aver fatto ridere
con Sofocle per cento minuti, non disdegnando la facilità
ma senza umiliare l'intelligenza.
• Valeria
Ottolenghi, La Gazzetta di Parma 27 gennaio 2004
Lo spettacolo è godibilissimo
in tutti i suoi passaggi... Gioele Dix racconta, interpreta,,
spiega, si identifica, fa collegamenti con la contemporaneità
- e in più occasioni si ride di gusto con "Edipo.com",
mentre comunque si coglie il desiderio sincero di far
comprendere la sempre stupefacente densità dell'opera
di Sofocle. Ma la ricchezza di Edipo.com sta anche nella
caratterizzazione dei diversi personaggi, nelle molte
sfumature emotive, pur nella continuità della
narrazione, distaccata, ironica, divertita. Lunghissimi,
davvero meritati gli applausi al termine.
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Magda Poli,
Corriere della sera 3 novembre 2004
E' uno spettacolo che ruota
intorno all'esercizio del raccontare: raccontare "Edipo
Re" di Sofocle, una tragedia, un caposaldo della
nostra cultura narrata al pubblico da un bravo attore
come Gioele Dix, con parole sue e di Sergio Fantoni
e con quelle dell'autore greco. Lo spettacolo è
un gioco, una provocazione che l'attore conduce con
molta bravura e senso dell'umorismo in un sviluppo e
in un avviluppo di attualizzazioni, di spiegazioni del
mito e dell'opera che piace e diverte il pubblico. Chissà
se a qualcuno, come succede sulla scena all'infermiera,
verrà la voglia di andarsi a leggee la tragedia
o di andarla a vedere? Così lo spettacolo da
intrattenimento si trasformerà in nutrimento.
• Gian
Luca Favetto, Il Diario, 25 febbraio 2005
Bella intuizione, tutto il lavoro,
la rilettura del mito, della tragedia di Sofocle, le
due ore di "Edipo.com", limpido testo, piacevole
spettacolo. La regia felpata - una regia sull'attore
- è di Sergio Fantoni, magnifico, indimenticato
interprete di rara sensibilità. In scena, a dire
Edipo, a raccontarlo e aggiornarlo, a trarne beneficio
per le proprie nevrosi e insoddisfazioni, a interpretarlo
a tratti, è Gioele Dix, perfettamente in parte,
essenziale, ironico e amaro, divertente. Ti costringe
ad aprire gli occhi, a cambiare punto di vista e andare
oltre anche sull'uomo che crede di fuggire dalla propria
casa e invece nella propria casa ritorna, uccide suo
padre, risolve l'enigma della Sfinge, diventa re, sposa
sua madre, mette al mondo dei figli che sono suoi fratelli,
si acceca e per finire fa la fortuna del Dr. Freud,
il quale lo inchioda al senso di colpa. Ma quali colpe!
Responsabilità sono, responsabilità. L'oltre
in questo "Edipo.com" è il sorriso
e il divertimento, è l'umorismo. Il titolo, ambiguamente
efficace, non evoca soltanto il futuro o internet. Restituisce
anche il tempo presente e l'idea di commedia. Punto
com è come dire : punto e a capo, parliamo all'oggi
e facciamo la commedia di Edipo. Viene bene. Liberatoria.
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